Informazioni di contatto

Sei un docente interessato a fare laboratori nel tuo istituto? Contatta VALENTINA AIELLO alla mail [email protected]
Il baricentro delle attività dell’associazione si pone sull’educazione. 21 Marzo è infatti convinta che è soprattutto attraverso questa che si possa diventare cittadini consapevoli e responsabili nel mondo di domani. Per questo, fin dalla sua nascita, prova a esercitare la cosiddetta “educazione alla cittadinanza” in molteplici forme. Oltre ai tanti progetti rivolti alla cittadinanza e, in specifico, ai giovani, 21 Marzo prova a essere presente nelle scuole della provincia, offrendo diversi percorsi laboratoriali gratuiti per le classi dei tre ordini dell’obbligo: le elementari, le medie e le superiori.

I laboratori sono condotti da alcuni volontari di 21Marzo, informati e formati sui temi, responsabili delle attività nelle scuole e, spesso, affiancati da operatori che provengono dal percorso di militanza in “Libera, associazioni nomi e numeri contro le mafie”.
Vi sono alcune offerte laboratoriali preimpostate, che sono tuttavia adattabili a seconda delle esigenze della classe, previo accordo con l’insegnante. Per facilitare l’incontro tra offerta da parte dell’associazione e aspettative da parte degli insegnanti si richiede sempre un confronto diretto, al fine di valutare insieme la fattibilità del laboratorio e i criteri da mantenere nel suo svolgimento. 

I laboratori preimpostati sono i seguenti:

 

MAFIE: Parlatene! Il fenomeno delle mafie e gli strumenti di contrasto

Il laboratorio si propone di svolgere una breve analisi dei fenomeni connessi alla criminalità organizzata, mettendo in risalto gli strumenti di contrasto a disposizione dello Stato e del Cittadino, e dell’antimafia sociale come antidoto alla cultura mafiosa.
Il laboratorio è costituito da un incontro di due ore circa (ampliabili secondo volontà).
Gli operatori di 21Marzo, in questo caso, sono appoggiati dai membri del Coordinamento provinciale di Libera VCO, realtà in stretta connessione con 21 Marzo che si occupa da anni di queste tematiche sul territorio.

Libertà è partecipazione… Educazione alla legalità e alla cittadinanza attiva

Il laboratorio, sempre partendo da una breve riflessione sul fenomeno mafioso e corruttivo, mira a stimolare la riflessione dei ragazzi circa i temi richiesti dalla reintroduzione della materia di educazione civica (l. 92/2019). E’ dunque un laboratorio che permette di mettere in luce i tanti risvolti che può avere la cittadinanza attiva: dal rispetto dell’ambiente, alla conoscenza e rispetto delle istituzioni (italiane ed europee), all’educazione digitale, alla scoperta dei principi fondamentali della Carta Costituzionale.
Il laboratorio è costituito da due incontri di due ore ciascuno per totale complessivo di quattro ore.

Odio o non odio? E’ questo il dilemma! Il fenomeno dell’Hate speech e le sue ricadute sociali

Il laboratorio si propone di mettere in luce la natura e le dinamiche del fenomeno, figlio della nostra epoca, dell’Hate Speech. Attraverso l’analisi delle molteplici modalità tramite le quali possono prendere forma discorsi di incitamento all’odio, con l’ausilio di alcuni esempi e casi reali, si cerca di portare gli studenti a riflettere sull’uso degli strumenti digitali di oggi e dunque sulle loro potenzialità – positive, ma anche negative. Tramite la presentazione del progetto Controlodio (WEB: https://controlodio.it/) e della “mappa dell’odio” si ha l’obiettivo di aiutare gli studenti a riconoscere e, dunque, limitare questo fenomeno.
Il laboratorio è costituito da tre incontri di due ore ciascuno per un totale complessivo di sei ore (riducibili all’occorrenza).

“Mogli e buoi dei paesi tuoi”: le mafie in Piemonte

Partendo da una schematica definizione di “associazione mafiosa”, il laboratorio guida la classe attraverso un’analisi della storia criminale della nostra Regione, a partire dagli anni ’60-’70. Provincia per provincia, il percorso segue il filo rosso delle più importanti inchieste e operazioni di polizia, soffermandosi soprattutto sulle dinamiche di radicamento. I ragazzi sono così portati a riflettere su termini specifici ed eventi storici importanti (es. commissariamento di Bardonecchia del 1995), con un breve accenno all’evoluzione della tecnica investigativa antimafia, prima e dopo le intuizioni di Falcone. In conclusione all’incontro, l’ultimo argomento trattato è quello dei beni confiscati alle mafie e l’importanza del loro riutilizzo.
Lo scopo dell’incontro è duplice: da un lato, l’arricchimento nozionistico, dall’altro, lo stimolo a riflettere sul fatto che “nessun territorio in sé è immune alla mafia”: al contrario, sono le persone che abitano quello spazio ad avere la possibilità e la responsabilità di fare la differenza.
Il laboratorio è costituito da un incontro unico di due ore.
Modalità di presentazione: sia in presenza che online, con utilizzo di strumenti digitali interattivi.

Malafemmine: le donne, la mafia, la violenza

Partendo da una schematica definizione di “associazione mafiosa”, si analizza il ruolo della donna all’interno della famiglia mafiosa. Una volta scoperto che essa è sostanzialmente relegata a una funzione remissiva e succube degli uomini, viene affrontato il tema più drammatico delle varie forme di violenza contro le donne all’interno alle cosche. A questo punto il laboratorio fa un parallelismo “di coerenza”, provando a riflettere se la violenza di genere alberghi solo nelle famiglie mafiose o anche all’esterno. Segue dunque una riflessione che crea un parallelo tra la violenza mafiosa e la violenza di genere, soprattutto in relazione ai modi con cui la società si rapporta con questi temi (es. superficialità, sottovalutazione, generalizzazione, victim blaming ecc). La conclusione del ragionamento porta la classe a riconoscere come i due fenomeni siano simili, proprio perché “figli” del medesimo sistema patriarcale. Tuttavia, le cose possono cambiare: abbiamo bisogno di educarci a un modo diverso di intendere le relazioni e la società stessa. In conclusione all’incontro, l’operatore racconta della iniziativa “Liberi di scegliere”, il primo progetto nazionale per permettere alle donne nate in contesti mafiosi di cambiare vita, o meglio cominciare a vivere una vita autentica, libera, dignitosa.
Il laboratorio è costituito da un incontro unico di due ore.
Modalità di presentazione: sia in presenza che online, con utilizzo di strumenti digitali interattivi.